Quale potenza dominerà il mondo?

La Vittoria di Samotracia al Louvre

Sarà la Tecnica a dominare il mondo, ma questo l’abbiamo già detto. Ma nel frattempo, in tutta la fase che precede questa inevitabile dominazione, chi sarà a pre-dominare il mondo, quale sarà la sfera d’influenza attraverso con cui tutti gli stati dovranno confrontarsi? Gli Stati Uniti d’America, l’Europa, la Cina o la Russia? Quanto influirà il Covid-19 su questa competizione? Naturalmente a questi quesiti non esiste una risposta univoca ma si possono fare diverse congetture in merito che possono costruire alcuni possibili scenari. E un augurio. Ma prima di tutto serve un’analisi delle situazioni di partenza e una successiva attualizzazione epidemica delle stesse. 

Continue reading →

La Politica al servizio della Tecnica

Giorgio De Chirico – Muse metafisiche (particolare)

In questi tempi comunque – aldilà della tragicità degli eventi – di estremo interesse, possiamo ascoltare, tra politici e commentatori, chi non smette di elencare gli elementi fortemente negativi di questa crisi e gli altri che sottolineano le intrinseche possibilità che si potrebbero aprire. Anche nella giornata di ieri non sono mancate le citazioni del nostro premier Conte, a sproposito, sulla differenza tra la negatività della doxa (opinione) e la bontà dell’episteme (sapere certo e incontrovertibile). Come abbiamo potuto assistere alle insussistenti analisi e deboli risposte di un filosofo del calibro di Massimo Cacciari sul fatto che il Covid19 sarà “un incredibile acceleratore del cambiamento”.

Continue reading →

La necessità di uno sguardo radicale a Prato

Quanto serve oggi uno sguardo radicale? Quanto serve oggi uno sguardo radicale a livello locale? Queste sono domande quotidiane per chi come me in questa visione del mondo – da sempre minoritaria – si riconosce. Visione magari povera di mezzi e povera di voti… ma altrettanto ricca di idee e di lotte: liberali, libertarie, federaliste, antiproibizioniste, laiche, nonviolente e transpartitiche. E ogni giorno che passa non riesco a darmi risposta diversa dal “sì, servono”… con quella forza che non ha un qualcosa di auspicabile ma soltanto un qualcosa di estremamente necessario.

Continue reading →

Solo tornare al metodo radicale può salvare i radicali

L’identità radicale rischia di strapparsi a furia di essere tirata da destra, da sinistra, dall’alto e dal basso. Ma chi se ne fotte dell’identità radicale, dell’appartenenza radicale, della simbologia radicale? Tanti, troppi. 

Essere radicali dovrebbe rappresentare un metodo di approccio alla politica (forse alla vita?) che può essere evidenziato solo da una serie non esaustiva di aggettivi primari e secondari. Quelli primari fanno parte del codice genetico del metodo e – a mio avviso – potrebbero essere individuati in: laico, liberale, libertario, nonviolento, transpartitico. Gli aggettivi secondari, altrettanto importanti, non devono essere assunti come dogmi ideologici ma certamente contribuiscono alla caratterizzazione della lotta: liberista, federalista, socialista (?).

Continue reading →

Per opporre Certi Diritti a incerti diritti… e/o presunti doveri

Beh… i giorni successivi alla fine del XII Congresso Certi Diritti, Milano, 23-25 novembre 2018 non si può che sentire una certa sensazione di compiacimento… anche se meramente intellettuale e non sessuale. Tanti contenuti e tante proposte – che hanno a che fare con l’intimo di ognuno – si sono alternati nel corso degli interventi e dei panel.

In questa contemporaneità difficile, dove tante sono le correnti retrograde, esce da questo Congresso di Certi Diritti un gruppo dirigente militante e anarchico che dovrà governare la nave nei prossimi dodici mesi. Persone che hanno dimostrato sul campo i loro metodi e i loro meriti da militanti tout court. Questa dirigenza avrà l’arduo compito (che credo si trasformerà in un grande merito) di rilanciare le battaglie dell’Associazione al futuro.

Continue reading →

Diario di un Congressista

Cari Compagni di Radicali Italiani, è stato un Congresso di grandi confronti… è stato un Congresso che ha – finalmente – visto due Mozioni Generali contrapporsi: seme laico e nonviolento dello sviluppo politico radicale. È stato un Congresso che ha visto tre splendide radicali, meritevoli, elette nelle tre principali cariche: Silvja Manzi alla Segreteria, Antonella Soldo alla Tesoreria e Barbara Bonvicini alla Presidenza. Tutte si sono conquistate il loro ruolo con la passione e la competenza che le hanno contraddistinte in questi anni di militanza. A loro non resta che ricevere un grande in bocca al lupo da parte mia per il compito, non semplice, da svolgere.

Continue reading →

Diego Fusaro: a tutti serve un ideologo

Gli estremismi si stringono l’occhio a vicenda… e questo da sempre.

Chi è Diego Fusaro? Un saggista dal linguaggio forbito. Qualcuno lo definisce filosofo ma non lo è in misura maggiore di quello in cui, ognuno, lo è sulla propria vita. Eventualmente si può definire divulgatore, in quanto, nei sui testi e nelle sue idee non c’è veramente nulla che non sia già visto in filosofia. Personaggio televisivo, indubbiamente.

Continue reading →

Soros, il Sarchiapone

Soros è diventato, nella narrazione del governo gialloverde, un mostro terrificante, mente lucida del complotto giudaico-massonico che viene periodicamente evocato dagli anticapitalisti.

Ma chi è George Soros? Imprenditore e attivista, così lo definisce wikipedia nella versione italiana. Nato a Budapest nel 1930 da una famiglia ebraica, il giovane George è soltanto un bambino allo scoppio della 2^ guerra mondiale. Nel 1944 ha 13 anni quando la Germania Nazista occupa l’Ungheria… e, a quest’ultima, da ebreo, sopravvive.

Ora… se voi rispondeste ai sopracitati dati anagrafici… e foste sopravvissuti all’olocausto (mai dare nulla per scontato)… nel caso decideste di dedicarvi all’attivismo… quale parte politica appoggereste?

Politicamente è un sostenitore di tutti quei movimenti che mirano a creare una società aperta e alla lotta per i diritti umani, che si rifanno, principalmente, alla corrente filosofica del suo maestro Karl Popper.

Come si è arricchito Soros? Con le operazioni/speculazioni finanziarie. D’altra parte, il modello scelto dall’occidente è stato quello capitalistico, mica quello comunista (in alternativa potreste dotarvi di un cartonato di Diego Fusaro).

Al maggio 2017 aveva un patrimonio netto stimato in 25,2 miliardi di euro; a Febbraio 2018 ha donato 2/3 del proprio patrimonio (circa 18 miliardi di euro) alla Open Society Foundations, società no-profit di cui è presidente, restando quindi, a oggi, con una ricchezza di sua proprietà di circa 8 miliardi di euro; precedentemente tra il 1979 e il 2017 ha donato per cause filantropiche altri 10 miliardi di euro.

Chi è il Sarchiapone? È un animale immaginario evocato in una serie di sketch televisivi da Walter Chiari, che veniva descritto in un crescendo di dettagli spaventosi con lo scopo di terrorizzare gli interlocutori facendoli allontanare per prudenza.

Radicali, radici e +Europa al futuro

Tutto il movimento di persone ed entusiasmo che si è realizzato intorno alla campagna elettorale di +Europa ci ha fatto dimenticare, probabilmente, quanto è dura la politica… per qualche settimana. L’euforia è stata giustificata e rinforzata dalla grande ed eterogenea partecipazione giovanile a questo movimento che risale la corrente di un’Europa degli Stati (e non dei popoli), a trazione sempre più nazionalista (diamoci un limite nell’abuso della parola “sovranista”). Finito l’entusiasmo elettorale, come si spegne la voracità sessuale tra due neo-amanti, ci si trova a dover scegliere: si interrompe il rapporto che su questo entusiasmo-voracità si basava, oppure si cerca di costruire qualcosa di più solido?

Mettiamo che la risposta sia “costruire”, intanto, bisogna imparare a conoscerci. Chi sono Centro Democratico, Forza Europa, Radicali Italiani (e Movimenta)? I primi due sono senz’altro movimenti costruiti attorno al proprio ideatore-leader… Centro Democratico legato alla grande storia del cristianesimo-sociale che Bruno Tabacci si porta cucita addosso (indipendentemente che prosperi +Europa o Centro Democratico)… Forza Europa, invece, è il movimento da cui è stata rilanciata la grande idea del concetto europeista, motore di +Europa, da un liberale tout-court e transideologico come Benedetto Della Vedova. Entrambi i soggetti, prima delle ultime elezioni, non avevano mai praticato il tesseramento ed il conteggio degli iscritti ma avevano soltanto calamitato simpatizzanti. In questo contesto abbiamo poi Radicali Italiani, che sono, o almeno si considerano (indebitamente secondo il PRNTT), continuatori di una storia politica italiana che affonda le sue radici dal 1955; a questo aggiungiamo un tessera d’iscrizione con un costo importante, una “galassia” di associazioni tematiche (nella quale annovero anche Movimenta) e territoriali in continuo movimento ed evoluzione.

Ecco, già da questo piccolo resoconto si vede chi può rischiare una storia o meno, delle radici o meno, il che rende già disparitaria la situazione di partenza. È più facile o più difficile costruire qualcosa quando uno degli amanti è platealmente più bello o più brutto, più ricco o più povero dell’altro? È più facile, forse, se c’è chi accetta di essere più subalterno dell’altro, è più difficile costruire, invece, se si vuole consumare rapporto egalitario.

Conviene per il progetto di +Europa disperdere le proprie radici e la propria storia? A chi ne ha no, a chi non ne ha cambia poco. Quindi, la diversità, impedirà la costruzione di +Europa? Assolutamente no, a patto che gli amanti vogliano conoscersi, accettarsi, rispettarsi… e da qui partire per un percorso condiviso… e necessariamente federativo.

È anacronistico parlare di radici? Forse lo era più ieri che oggi.

Mosca e la Digital Resistance

È passata nel silenzio, più o meno generalizzato dei media italiani, la manifestazione a Mosca che ha raccolto oltre 10.000 persone a sostegno della Libertà di Internet. I numeri sono stati calcolati dalla ONG “Contatore Bianco” che ha l’obiettivo di riferire dati realistici sulle persone che partecipano alle manifestazioni in Russia, mentre per la polizia le presenze si sono fermate a 7.500. Gli organi di stampa italiani hanno poi cercato di rimediare parzialmente con un copia incolla intorno alle ore 19.
La protesta è stata scatenata dal recente tentativo di blocco dell’App di messaggistica Telegram da parte delle autorità russe e iraniane che hanno definito la stessa come un “luogo sicuro per commettere crimini” (https://www.rferl.org/a/iran-judiciary-bans-telegram-messaging-app/29200964.html). Grande la gioia di Pavel Durov fondatore dell’App che ha definito la manifestazione come un evento senza precedenti.

– Sito della manifestazione: http://digitalresistance.moscow/
– Canale Telegram che del 26 Aprile ha raccolto più di 8.000 iscrizioni: https://t.me/digitalresistance_moscow