Individualità, iscritti e radicamento: il futuro dei Radicali
Il mio intervento al Comitato Nazionale di Radicali Italiani: pace, giustizia internazionale e un partito capace di crescere nei territori.

Un partito, per me, è il luogo in cui individualità diverse si incontrano e convergono su obiettivi comuni. Non deve chiedere alle persone di omologarsi, ma dare loro gli strumenti per costruire un’azione politica condivisa.
È da questa convinzione che sono partito nel mio intervento al Comitato Nazionale di Radicali Italiani, riunito a Roma il 10 e 11 ottobre 2026. Ho affrontato alcune delle questioni che considero decisive per il presente e, soprattutto, per il futuro del movimento.
Sul conflitto israelo-palestinese ho richiamato la necessità di costruire una prospettiva politica di pace e convivenza. Ho ribadito anche l’importanza di difendere la Corte Penale Internazionale: la giustizia internazionale non può conoscere confini né doppi standard.
Ho parlato delle prossime elezioni politiche, delle possibili alleanze e della necessità di definire con chiarezza il nostro ruolo, la nostra identità e le nostre ambizioni nello scenario politico italiano.
Ma il futuro dei Radicali dipende anche da come scegliamo di organizzarci. Credo in un partito autenticamente intergenerazionale, capace di valorizzare esperienze, sensibilità e individualità differenti, facendole convergere su battaglie e obiettivi condivisi.
Dobbiamo tornare a crescere nel numero degli iscritti, rafforzare il radicamento territoriale e recuperare una presenza politica quotidiana nelle città, nei luoghi in cui si confrontano idee, interessi e bisogni.
Senza iscritti non cresce un partito. Senza presenza sui territori non si costruisce radicamento politico. E senza la capacità di far convergere le individualità su obiettivi comuni non esiste un’autentica azione collettiva.
Guarda il mio intervento su YouTube, da 2:33:29 ↗
Rielaborato in prima persona dalla pubblicazione su Radicali Pratesi.