La Dogaia: dalla visita al dossier, servono interventi concreti
64 agenti mancanti, 25 celle inagibili e 642 detenuti per 589 posti: il lavoro sugli atti per chiedere risposte verificabili.

Alla Dogaia mancano 64 unità di Polizia penitenziaria: 206 in servizio sulle 270 previste. I detenuti sono 642 per 589 posti regolamentari e 25 celle risultano inagibili. Sono i dati della Direzione acquisiti attraverso l’accesso agli atti di Radicali Italiani, al centro del dossier che ho contribuito a presentare con L’Alternativa C’È.
La visita di aprile aveva già portato alla luce carenze nei servizi sanitari e di supporto. La delegazione indicata nella richiesta di visita comprendeva Filippo Blengino, segretario nazionale di Radicali Italiani, Bianca Piscolla, membro di Direzione di Radicali Italiani, Jonathan Targetti, allora candidato sindaco, Ginevra Rocchi, candidata al Consiglio comunale per L’Alternativa C’È in quota radicale, e me, responsabile di Radicali Prato.
Targetti aveva richiamato le gravi difficoltà dell’istituto e lo sforzo quotidiano del personale, ringraziando il direttore Cicerelli per aver condiviso bisogni e aspettative della struttura. Blengino aveva posto al centro il ripristino della medicina di prossimità, chiedendo assistenza dignitosa per i detenuti e protocolli più sicuri per chi lavora nel carcere.
Rocchi aveva segnalato l’insufficienza della mediazione culturale e la riduzione dell’assistenza psicologica. Nel resoconto della visita, la mediazione per quasi 200 detenuti di origine magrebina, su circa 600 presenti, risultava limitata a un’ora alla settimana. Criticità che investono anche la possibilità di costruire percorsi di inclusione e reinserimento.
Dopo la visita ho proseguito con le richieste, l’acquisizione degli atti e l’analisi delle risposte. Il lavoro di Radicali Italiani ci permette oggi di porre domande precise alle amministrazioni responsabili.
Le 25 celle inagibili non equivalgono a 25 posti: per valutare la capienza effettiva occorre sapere quanti posti contengano e se siano compresi nei 589 dichiarati.
Con Jonathan Targetti e L’Alternativa C’È chiedo al Ministero della Giustizia e all’Amministrazione penitenziaria un programma verificabile su personale, recupero delle celle, assistenza sanitaria e reinserimento.
La tutela di chi lavora alla Dogaia e delle persone detenute richiede continuità, conoscenza dei problemi e decisioni concrete. È su questo che prosegue il nostro impegno.
Fonti: TV Prato, 26 settembre 2026
Radicali Prato, resoconto della visita di aprile 2026
Radicali Italiani, richiesta di visita del 22 aprile 2026
Rielaborato in prima persona dalla pubblicazione su Radicali Pratesi.