Plures e Publiacqua: la politica richiede preparazione, non propaganda
La mia risposta a Futuro Nazionale: riconoscere la buona gestione del servizio idrico e chiedere l’uscita di Prato da Plures sono posizioni coerenti. Contano i documenti e gli atti.

Leggendo il comunicato di Futuro Nazionale viene il dubbio che i suoi estensori non abbiano ancora capito di cosa stiano parlando. Scrivono che Publiacqua sarebbe «socia di Plures», quando è esattamente il contrario: è Plures a controllare Publiacqua, detenendone circa il 98% del capitale. Tra i soci di Plures ci sono i Comuni, compreso quello di Prato. Non è una sottigliezza, ma l’ABC della questione sulla quale pretendono di impartire lezioni agli altri. Quando si sbaglia persino il presupposto di una polemica, sarebbe il caso di studiare prima di scrivere.
Il 6 novembre, in Commissione Controllo e Garanzia, non è stato sottoscritto alcun atto di adesione a Plures, contrariamente alla rappresentazione che ne dà Futuro Nazionale. I consiglieri di opposizione hanno riconosciuto la buona gestione del servizio idrico da parte di Publiacqua e hanno condiviso un comunicato stampa sottoscritto dal presidente Godi, da Attucci e Cioni di Fratelli d’Italia, da Agati di Forza Italia e dal nostro capogruppo Jonathan Targetti. Se per Futuro Nazionale questo sarebbe un «doppio gioco», abbia almeno il coraggio di rivolgere la stessa accusa a tutti gli altri firmatari. I suoi consiglieri in quella Commissione non c’erano, ma evidentemente questo non impedisce loro di raccontare ciò che sarebbe accaduto.
Riconoscere che Publiacqua gestisce bene il servizio idrico non significa assolvere Plures. Parliamo di un gruppo che, nei dati di bilancio al 31 dicembre 2025 pubblicati dalla stessa società, presenta un indebitamento finanziario netto consolidato di 1.126,5 milioni di euro. Su Plures chiediamo da mesi trasparenza e vogliamo che il Comune di Prato esca dalla società. La valutazione del servizio idrico e quella della partecipazione nella holding sono due questioni distinte: confonderle serve soltanto a evitare il merito.
Proprio nella seduta del 6 novembre, peraltro, Targetti ha ottenuto dal presidente di Publiacqua un’importante ammissione a verbale su una vicenda che stiamo seguendo da tempo: la proprietà dei beni tra Comune e Gida non è ancora definita e l’acquisto resta sospeso fino al raggiungimento di un accordo. Questo significa esercitare una funzione di controllo, andando a cercare risposte sui problemi concreti della città.
Quanto alla ricerca di visibilità che ci viene rimproverata, preferisco lasciare parlare gli atti. Come L’Alternativa C’È abbiamo presentato esposti alla Corte dei Conti e alla Procura, una mozione per l’uscita del Comune da Plures, un’istanza per la riconvocazione del Consiglio comunale straordinario, interrogazioni sulla vicenda Gida e numerose altre iniziative.
Nel Consiglio comunale del 5 novembre, Futuro Nazionale non ha invece presentato un proprio atto sulla vicenda Plures. L’ordine del giorno e gli esiti della seduta documentano le iniziative di Targetti, compresa la mozione per l’uscita dalla società. Comprendo che la materia sia complessa e richieda impegno, ma dedicare qualche ora allo studio avrebbe consentito di risparmiarsi almeno questa figuraccia.
A Futuro Nazionale consiglio dunque meno comunicati e più preparazione, soprattutto per rispetto dei cittadini che li hanno votati credendo di scegliere una lista civica. Due settimane dopo le elezioni, quegli stessi elettori si sono ritrovati in Consiglio comunale Futuro Nazionale, con il generale Vannacci fatto entrare dalla finestra anziché dalla porta principale. Una trasformazione politica sulla quale sarebbe interessante conoscere il loro giudizio, anziché assistere a continue lezioni di coerenza impartite agli altri. Ai suoi consiglieri suggerisco di dedicare tempo allo studio dei documenti e ai lavori del Consiglio: è lì che si dimostra la serietà di un’opposizione.
In politica ognuno sceglie come impiegare il proprio tempo. Io scelgo di studiare i documenti, sostenere gli atti del nostro gruppo e cercare risposte nell’interesse dei cittadini. È la strada sulla quale continueremo come L’Alternativa C’È.
Prima di accusare qualcuno di incoerenza, sarebbe opportuno almeno sapere di cosa si sta parlando.